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  Provincia di Salerno : Prima Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico - Anno 1998 Paestum  
 

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LA CITTA' DEL PARCO E I SITI ARCHEOLOGICI
di Emilia de Vivo, Claudia Trillo

La gestione di un territorio complesso e dinamico come quello del parco del Cilento richiede una metodologia di pianificazione capace di interpretare la ricchezza del luogo in termini propositivi. Il Parco sollecita la riflessione con il suo patrimonio naturale e culturale, e diventa sintesi di valori paesaggistici, ed ambientali, di valori storici che testimoniano l'evoluzione del territorio, di valori socio-culturali che rappresentano il bagaglio di conoscenze accumulate nei secoli.
La condivisione attraverso il turismo di un tale patrimonio con una comunita' piu' ampia di quella di appartenenza deve diventare un'occasione di confronto e scambio che fortifichi le caratteristiche intrinseche dei luoghi, cosi' da non trasformarli in crisalidi prive di capacita' elaborative di prospettive future.
Il processo di pianificazione si configura come elemento catalizzatore di uno sviluppo endogeno che, facendo leva sulle risorse paesaggistiche, ambientali, culturali e sociali del territorio, tenta di risemantizzare l'identita' dei luoghi per renderli nuovo motore di sviluppo secondo modalita' imprevedibili all'inizio del processo stesso.
Esso non prefigura soluzioni definitive (itinerari, processi conclusi...) ma neppure asseconda l'andamento degli eventi: semina invece un insieme di sollecitazioni che interagiscono con la realta' locale in modo aperto e creino i presupposti per la costruzione di nuovi scenari di sviluppo.
La citta' del parco coltiva il desiderio di una nuova condizione di come teatro di produzione di nuova identita'. Il territorio cosi' interpretato diventa un sistema di nuovi poli che trovano un punto reale e simbolico di incontro e dialogo nella piazza della comunita' del parco, la piazza dei flauti sul monte Cervati.Due tavole rappresentano il tentativo di interpretare il senso dei siti archeologici alla luce di quanto esposto e di metterlo in relazione con la proposta della citta' del parco.
La prima tavola, " il territorio della storia", tenta di restituire attraverso le immagini della vita degli uomini l'idea di siti archeologici come narratori vivi degli eventi, nella consapevolezza che rintracciando il senso della continuita' della storia si riconoscano in essa le radici culturali del presente.
La seconda tavola, " dal territorio alla citta' del Parco" immagina che il territorio del Parco, attraverso l'intervento del nuovo rappresentato dalla "Certosa esplosa" podssa riammagliare i vari pezzi( storia, cultura e natura) e rifondare l'identita' locale in termini complessi.
Cio' consente ai luoghi di non svendere se stessi trasformandosi in cliche' pronti per l'usa e getta del mercato turistico, ma di proporsi con una forte carica ideativa nel dibattito culturale ed economico e conseguentemente attrarre l'outsider in virtu' di una ritrovata capacita' di scambio e confronto.



COME NASCE LA CITTA' DEL PARCO
di Pasquale Persico (da Il Denaro)

Come per ogni territorio, anche per il Parco del Cilento e del Vallo di Diano per il rilancio delle attivita' per lo sviluppo occorre identificare un'immagine collettiva per aiutare gli individui e le istituzioni ad agire con successo e misurare la loro capacita' di cooperare.
L'immagine del Parco di area protetta e fortemente inglobata in un'immagine capace di dare prospettive nuove alle attivita' dell'uomo, siano queste di carattere produttivo che quelle del tempo libero e della ricerca espressiva.
Il territorio per rendersi nuovamente protagonista delle attivita' dell'uomo deve poter moltiplicare i percorsi, le relazioni tra i luoghi: dai luoghi del Parco si deve poter ripartire per direzioni nuove e diverse.
L'economista responsabile del piano socio economico del parco ha chiesto ad un artista contemporaneo di valore internazionale adagli abitanti del luogo di aiutarlo a decodificare le valenze del territorio, inteso questo come spazio delle opportunita', dove i legami sociali, le memorie, la storia dei luoghi, gli interessi vitali, le conoscenze e le vocazioni possono aiutare a costruire i progetti mentali di partenza per la conoscenza e per il vivere.
Questa operazione consente di riassegnare al territorio un nuovo ruolo di referente, di spazio culturale da dove ripartire per programmare il futuro.
La natura del luogo viene riscoperta come soggetto nuovo di riferimento per stabilire nuove relazioni di senso, per modificare le percezioni dell'uomo.
L'esperimento pilota compiuto nel Vallo di Diano, nella Valle delle orchideee, un territorio contiguo ai comuni di Sassano, Monte san Giacomo, Sansa, e Teggiano puo' essere raccontato come progetto emblematico.
L'artista Ugo Marano, aiutato dagli abitanti del luogo e da un naturalista di valore, Nicola Di Novella, nel ricercare un luogo adatto ad accogliere la "Casa di Pitagora", una nuova casa per l'uomo del terzio millennio, una proiezione tra cultura e natura, ha poggiato sul territorio alcune opere espressione di una Certosa esplosa nel Parco, opere capaci di decodificare l'importanza dei luoghi, di aiutare gli abitanti a riscoprire se stesse e di incoraggiarli a ricercare le nuove attivita' del fare bene e del tempo liberato.
La Valle delle Orchidee, luogo nuovo ma gia' esistente, con la presenza di oltre settanta specie di orchidee naturali e di una attivita' di ibridazione, con la nuova riscoperta capacita' di comunicazione, ha dato forza ad altre attivita' che hanno trovato nuove intersezioni anche con le opere dell'artista, l'Orchidea nera ed il tavolo del Paradiso.
I Centri Storici, il ritrovamento archeologico della "Grotta del Pino", il Battistero Paleocristiano di S. Giovanni in Fonte, i quadriportici di Teggiano, le sagre, i percorsi naturalistici, i prodotti locali, le rappresentazioni, hanno avuto l'occasioni di complementarieta' che aiutavano le singole attivita' a divenire piu' sostenibili.
A Sanza l'ipotesi di poggiare sulla vetta piu' alta del Parco e della Campania una nuova piazza di legno, la piazza del Flauti, per rilanciare i temi della comunicazione e dell'incontro, e' servita a chiarire ai comuni non in amicizia che questo approccio poteva riconciarlo sui temi dell'incontro tra la natura e l'uomo.
In un luogo lontanissimo dalla citta' si poteva riprovare a divenire nuovamente fabbricanti della conoscenza e cosi' il monte Cervati e' stato riscoperto ancora una volta; nuovi percorsi e nuovi incontri si sono rivitalizzati: il centro storico, i luoghi dell'accoglienza nel bosco del Monte, il museo naturale delle piante di dolina, il santuario e la Madonna nella Grotta hanno trovato nuove interrelazioni con il territorio e con l'ambiente esterno.
L'entusiasmo dei sindaci e di quello di Sansa in particolare hanno avuto un effetto moltiplicativo sulle aspettative degli operatori del luogo che hanno percepito le nuove direzioni del saper fare. Ecco allora che parlare di "CITTA' DEL PARCO" diventa un immagine che ha gia' sostanza metodologica che puo' essere allargata all'intero parco dopo la fase di sperimentazione su un teritorio significativo ma limitato rispetto all'intero territorio del Parco.
Altri ambiti sono stati aggregati e da un lato del Vallo di Diano altri luoghi fino al Mare sperimentano con valenze diverse le proprie capacita' di far parte della nuova citta' con direzioni diverse verso lo sviluppo.
Costruire una citta' mentale der Parco diventa operazione indispensabile per direzioni nuove alle attivita' possibili; e si parla in maniera esplicita di citta' del parco perche' fin dall'inizio del lavoro di indirizzo del piano e' bene chiarire che il rafforzamento e l'intensificazione dei rapporti tra i luoghi del Parco e' la priorita' necessaria per le azioni di sviluppo: i luoghi devono divenire luogo dove andare prima di tutto per gli abitanti del parco che in tal modo iniziano a progettare per restare e dare un futuro ai luoghi.

Lettera Presidente
Il Programma
L'Esposizione
I Workshop
Le Conferenze
1998-9-12
1998-9-13
1998-9-14
Atti Convegno
Comunicati Stampa
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1998-9-13
1998-9-14
 

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Last Modified : Wednesday, 10-Mar-1999 17:47:52 UTC

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