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Foto della Quinta Edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico
 
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I chiodi del Piranesi (Sala Diana)
Il vedutismo nella grande stagione del Grand Tour: Giovan Battista e Francesco Piranesi
a cura della Fondazione Gianbattista Vico, Vatolla (SA)
La mostra su Giovan Battista e Francesco Piranesi è imperniata sul viaggio come metafora, il viaggio come modello culturale per ogni rinascita, il viaggio come catarsi, il viaggio come conoscenza, come avventura, come ricerca non solo del dorico di Paestum, ma il viaggio come ricerca di identità o di diversità, il viaggio come dialogo, come ricerca del barbaro, come atto d'amore e solidarietà, come appagamento di sete di conoscenza, per ritrovarsi, ricongiungersi e forse perdersi. "S'apprende da altri e con l'aiuto altrui, si trova da soli e con le sole proprie forze. Trovare senza cercare è difficile e raro, trovare cercando è facile e pronto;
ma, se non si conosce, cercare è impossibile" Archita da Taranto(428 a.C.-350 a.C.)

"U' Romit': maschera europea" (Foyer antistante Sala Zeus)
a cura del Gruppo Lucano dei Gruppi Archeologici d'Italia
a Satriano di Lucania, in provincia di Potenza il giorno di Carnevale va in giro per le strade del paese una figura vestita di edera e con in mano un nodoso ramo con in cima il pungitopo. La maschera, chiamata "U' Romit'", vestitasi nel folto bosco, lontano da sguardi indiscreti, bussa alle porte delle case, toccandole con il bastone, ed invita gli occupanti ad essere generosi alla sua questua. Da fonti storiche, si tramanda di una fortificazione da parte dei Normanni del centro lucano, una delle città, dopo Acerenza e Pietrapertosa, più importanti della Lucania. Probabilmente fu in questo periodo di dominio normanno che, per un sincretismo culturale, si instaurò la figura mitica de "U' Romit'". Il popolo diretto discendente dei Vichinghi ha lasciato il segno della sua cultura che è arrivato indenne fino a noi, nonostante la distruzione operata, agli inizi del 1400, ai danni di questo strategico centro dalla dissoluta e crudele regina
Giovanna II d'Angiò e di Durazzo, detta anche "la pazza".


"L'uomo e gli animali: un rapporto senza tempo" Disse Dio "Produca la terra animali viventi..." (Genesi 1,24)
(Foyer antistante Sala Zeus) a cura della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Calabria Ministero per i Beni e le Attività Culturali
in collaborazione con Facoltà di Medicina Veterinaria Università di Messina,
E.N.P.A. sezione centrale Roma, L.A.V. sezione di Reggio Calabria,
Associazione Culturale Le Muse, A.R.C.A. di Roma
Il progetto di allestire una mostra dedicata al rapporto tra l'uomo e gli animali, è nato dall'aver constatato attraverso i rinvenimenti da scavo e le testimonianze letterarie, la ricchezza di documentazioni in tal senso.L'animale, nei secoli, è di volta in volta compagno di giochi, amico fedele, mezzo di trasporto, vittima sacrificale, fonte di sostentamento o motivo di ispirazione sia per le opere di alto pregio artistico che per i piccoli prodotti artigianali, quali ad esempio, i numerosi ex-voto fittili esposti nelle sale dei musei italiani.
Per testimoniare quanto sia importante ancora oggi il rapporto con gli animali, in collaborazione con Enti ed Associazioni, è stata curata anche una sezione relativa agli animali nella società contemporanea.

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